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lunedì 9 febbraio 2015

Sostiene Pereira

Buongiorno cari booklovers,

dopo una pausa, torniamo con altri libri e altre recensioni. Oggi parliamo di un classico, oramai, della letteratura italiana: Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi, che gli valse il Premio Campiello nel 1994.



Scheda tecnica: pubblicato nel 1994 da Feltrinelli nella collana Universale Economica (ora in commercio a 6 euro), è l'opera più famosa dello scrittore italiano Antonio Tabucchi (1943-2012), profondo conoscitore della cultura portoghese, grande traduttore e critico del poeta Fernando Pessoa. Con Sostiene Pereira vince il Premio Campiello, il Premio Scanno, il Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea, ed è finalista all'International IMPAC Dublin Literary Award. Roberto Faenza ne trae un film nel 1995, con Marcello Mastroianni nella parte di Pereira. Ben presto questo testo diventa simbolo del diritto alla libera informazione e della lotta alle dittature.

Ambientato a Lisbona nel caldo agosto del 1938, nel delicato periodo della dittatura di António de Oliveira Salazar che esercitò il suo dominio dal 1932 al 1968, mentre in Spagna le forze repubblicane cercano di contrastare l'avanzata di Francisco Franco, appoggiato da italiani e tedeschi, il dottor Pereira, direttore della pagina culturale di un giornale del pomeriggio, il Lisboa, si preoccupa esclusivamente del caldo, delle sue condizioni di salute e del pensiero della morte.
Dopo trentanni trascorsi ad occuparsi di cronaca nera, ha accettato di dirigere, da solo, la pagina culturale di un giornale di media diffusione, sulle cui pagine traduce scrittori francesi dell'Ottocento, prepara ricorrenze e necrologi. Unica sua compagnia il ritratto della moglie morta, unica depositaria dei suoi pensieri più profondi.
La tranquilla e defilata vita di Pereira viene sconvolta dall'incontro con tre ragazzi: Monteiro Rossi, nuovo collaboratore di Pereira, assunto per scrivere necrologi di scrittori che potrebbero morire, Maria, la fidanzata di Monteiro, e il cugino di Monteiro, giunto in Portogallo per assoldare ribelli al regime dittatoriale di Franco.
L'incontro con Monteiro Rossi sconvolge e turba Pereira che, sostiene, inizia a provare una profonda inquietudine: aiuta i giovani economicamente e cambia, impercettibilmente, il taglio della sua rivista culturale.
Il susseguirsi degli eventi, l'incontro con il dottor Cardoso in una clinica talassoterapica, che lo aiuta a comprendere il cambiamento in atto nel suo animo, producono una climax ascendente emozionale che culmina nel tragico epilogo e nel coraggioso, eroico, gesto di Pereira che proclama con dignità e onore il diritto a dire veramente quello che il Portogallo sta vivendo.
Nonostante la brevità del romanzo, di soli 216 pagine, innegabile è la maestria di Tabucchi, abilissimo nel descrivere una Lisbona appesantita dalla cappa di arsura estiva e dalla censura che veglia e vigila sui comportamenti dei cittadini. Le immagini, semplici e potenti, che Tabucchi riesce a costruire sono opera di uno scrittore che non solo conosce a fondo il Portogallo e la sua cultura, ma lo ama profondamente.
Il personaggio di Pereira, le sue nevrosi, i suoi soliloqui con la moglie, i suoi problemi di peso e di cuore, la sua passione per le limonate, l'ossessione per la morte e la resurrezione della carne, la sua lenta e inquieta evoluzione è prova emblematica della complessità e varietà dell'animo umano, che solo pochi, grandi, scrittori sono in grado non solo di cogliere ma anche di trasmettere.
Elemento caratterizzante della narrazione è il ricorrere del sintagma "sostiene Pereira" come se il racconto fosse tratto da un verbale di un processo giudiziario, un processo di fronte a chi? 
Probabilmente il tribunale della vita...

"Non è questo, sostiene di aver ammesso Pereira, il fatto è che mi è venuto un dubbio: e se quei due ragazzi avessero ragione? In tal caso avrebbero ragione loro, disse pacatamente il dottor Cardoso, ma è la Storia che lo dirà e non lei, dottor Pereira. Sì, disse Pereira, però se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso, non avrebbe senso aver studiato a Coimbra e avere sempre creduto che la letteratura fosse la cosa più importante del mondo, non avrebbe senso che io diriga la pagina culturale di questo giornale del pomeriggio dove non posso esprimere la mia opinione e dove devo pubblicare racconti dell'Ottocento francese, non avrebbe senso più niente..."

Voto: 5 stelline

PS. Appuntamento al gruppo di lettura giovedì 12 febbraio, alle 21, presso la biblioteca civica di Desio per discutere di questo libro!

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