ieri sera la grande finale del Premio Campiello che ha visto vincere il più giovane tra i cinque finalisti: Giorgio Fontana con il suo Morte di un uomo felice edito da Sellerio.
Fontana, 33 anni, supera con 107 voti su 291 della Giuria dei Trecento Lettori Anonimi i suoi rivali: Michele Mari si piazza secondo con il suo romanzo d'avventura, picaresco, di stampo classico Roderick Duddle (Einaudi), seguito da Mauro Corona e il suo La voce degli uomini freddi (Mondadori), Giorgio Falco con La gemella H (Einaudi) e ultima Fausta Garavini con Le vite di Monsù Desiderio (Bompiani).
Originario di Saronno, Fontana, che di giorno lavora in una agenzia di software e di sera scrive, aveva spiegato parlando del suo libro: "Quello che più mi stava a cuore è il rapporto tra padre e figlio a cui sono legati temi come la riflessione sulla giustizia e il rapporto fra generazioni. Ho fatto un lavoro di ricerca molto grosso e ho usufruito del distacco che mi può dare non aver vissuto quegli anni. E Milano, è qualcosa di più di uno sfondo nel libro, è una mia ossessione narrativa. La amo e la odio".
Il romanzo, che narra le vicende del magistrato Giacomo Colnaghi e della sua lotta la terrorismo nella Milano degli anni '80 con lo sfondo della storia di suo padre partigiano, è stato accolto molto positivamente e sottolinea la linea di questo premio, che punta a diventare promotore di giovani talenti e modello per le generazioni attuali.
Ringraziando il Presidente di Confindustria Veneto, Zuccato, che gli ha consegnato il premio, Fontana ha dichiarato: "Grazie di cuore alla giuria dei Letterati, dei lettori. Al mio editore Sellerio. Lo prendo come una pacca sulla spalla per lavorare meglio. Come diceva Stephen King quando si scrivere bisogna chiudere la porta e lasciare tutto dietro di se però poi quando si apre la porta e non trovi nessuno ci rimani male".
Ora, non ci resta che leggere il libro.
Io sono curiosissima. Voi??
Buona domenica di letture!

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