che ne pensate di questo rientro settembrino? Traumatico? Beh, allora abbiamo bisogno della book-therapy: leggiamo!
La recensione di oggi riguarda il romanzo di un autore che ho avuto la fortuna, e il piacere, di incontrare a Mantova al Festivaletteratura. Mi riferisco a L'enigma del solitario di Jostein Gaarder.
Scheda tecnica: pubblicato in Italia per la prima volta nel 1996 da Longanesi (ora è stampato da Tea) è opera dello scrittore norvegese Jostein Gaarder, famoso per il libro Il mondo di Sofia. 351 pagine al prezzo di 8.50 euro, che racchiudono un romanzo di formazione intriso di filosofia, fantasia, mondo immaginario, nani, jolly, viaggi e amore.
A bordo di una Fiat rossa si sviluppa l'avventura di Hans Thomas, dodicenne norvegese, che parte da casa insieme al padre e percorre tutta l'Europa in macchina per raggiungere Atene e ritrovare la madre, allontanatasi per "ritrovare se stessa".
Il percorso dei due viene intervallato da soste e incontri: un nano e un panettiere svizzero lasciano tra le mani di Hans Thomas il libro più piccolo che il ragazzo abbia mai visto, in cui viene narrata la storia di un luogo magico, dove l'immaginazione di un uomo è in grado dare vita a un universo di nani, ognuno corrispondente a una carta da gioco.
Mentre il padre istruisce il figlio su grandi e importanti riflessioni filosofiche, mentre i due visitano l'Europa in attesa di ritrovare l'amata madre e moglie, Hans Thomas legge, di nascosto, il libricino segreto. Dovrà risolvere un mistero, l'enigma del solitario, un enigma che coinvolge tutta la sua famiglia per poter comprendere a fondo il significato delle pagine che conserva tra le mani.
Gaarder confeziona un libro piacevolissimo; dotato di una scrittura fluida e scorrevole, si destreggia con abilità nel descrivere i due piani attraverso cui si dipana la vicenda, il viaggio reale e il viaggio immaginario attraverso le parole del libricino. Notevole la sua capacità di rendere comprensibili e interessanti concetti e tematiche complesse e filosofiche. Attraverso le parole del padre di Hans, Gaarder, che per tanti anni è stato professore di filosofia, ci regala piccole lezioni utilissime e appassionanti.
Una lettura che dovrebbe essere consigliata ai ragazzi delle superiori perché possano avvicinarsi alla cultura e all'arte del pensare, ricordando sempre un insegnamento fondamentale: stupirsi del mondo.
"Il tempo ci rende adulti. E il tempo fa sì che antichi templi crollino e che isole ancora più antiche sprofondino nel mare. C'era davvero un libro nel più grosso dei quattro panini che il panettiere di Dorf mi aveva messo nel sacchetto? Non c'è domanda che rivolga a me stesso con maggiore frequenza. Analogamente a Socrate, potrei dire: "Una cosa sola so: ed è di non sapere nulla". Ma qualcosa, dentro di me, sa che c'è ancora un Jolly in giro per il mondo. Sarà lui a far sì che il mondo non si addormenti. In qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, potrebbe spuntare un minuscolo giullare coperto di campanelli. E allora, guardandoci dritto negli occhi ci ripeterà le domande: "Chi siamo noi? Da dove veniamo?"
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-69434?f=w:409>
Voto: 4 stelline

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