oggi vi propongo la recensione di un romanzo di una scrittrice molto amata, pubblicata da una casa editrice molto in interessante, che però non mi ha convinta: La nostalgia felice di Amélie Nothomb.
Scheda tecnica: pubblicato da Voland nel 2014 al prezzo di 14 euro, è l'ultima opera della scrittrice Amélie Nothomb, nata in Giappone, luogo dove trascorre l'infanzia a fianco del padre diplomatico. A 21 torna in Giappone dove lavora per un anno in un'impresa: l'esperienza disastrosa le fornirà ispirazione per un romanzo che le regala un grande successo. Da allora scrive quasi un libro all'anno ottenendo premi e successi di pubblico. Vive tra Parigi e Bruxelles.
Questo breve romanzo (118 pagine) vuole essere una sorta di resoconto del ritorno della scrittrice nel suo amato Giappone dopo anni e anni di assenza. Il viaggio è documentato da una troupe televisiva, che segue attentamente la Nothomb durante il suo viaggio nei ricordi di un tempo passato, punteggiato da felici momenti scolastici, un intenso amore giovanile e una tata adorata.
La scrittrice parla in prima persona, spiegando e descrivendo i suoi contrastanti stati d'animo nel relazionarsi con questo ritorno "a casa" e con il suo rapporto complesso e radicato con il Giappone.
Le pagine sono quindi scandite dal flusso di pensieri della Nothomb e dai suoi incontri.
Onestamente mi aspettavo altro da questa lettura. Probabilmente è stato un errore approcciarsi per la prima volta questa scrittrice attraverso questo libro: l'intento quasi autocelebrativo, il focus su se stessa, e lo scarso interesse nelle descrizioni del Giappone, lasciano ben poco al lettore.
Un libro che non veicola alcun messaggio, abbastanza inutile, a mio parere, la lettura di queste pagine e sconsigliata.
Probabilmente sarebbe meglio provare la lettura di altre opere e dare la possibilità alla Nothomb, molto amata dal pubblico, di far sentire la propria voce attraverso altre pagine.
Voi che ne pensate??
Voto: 1 stellina
La scrittrice parla in prima persona, spiegando e descrivendo i suoi contrastanti stati d'animo nel relazionarsi con questo ritorno "a casa" e con il suo rapporto complesso e radicato con il Giappone.
Le pagine sono quindi scandite dal flusso di pensieri della Nothomb e dai suoi incontri.
Onestamente mi aspettavo altro da questa lettura. Probabilmente è stato un errore approcciarsi per la prima volta questa scrittrice attraverso questo libro: l'intento quasi autocelebrativo, il focus su se stessa, e lo scarso interesse nelle descrizioni del Giappone, lasciano ben poco al lettore.
Un libro che non veicola alcun messaggio, abbastanza inutile, a mio parere, la lettura di queste pagine e sconsigliata.
Probabilmente sarebbe meglio provare la lettura di altre opere e dare la possibilità alla Nothomb, molto amata dal pubblico, di far sentire la propria voce attraverso altre pagine.
Voi che ne pensate??
Voto: 1 stellina

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