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giovedì 24 luglio 2014

L'ablazione

Buonasera cari book lovers,

come procede la vostra... ehm... estate?
Io continuo a proporre letture, in attesa che arrivi il sole e le tanto attese ferie.
Oggi vi parlo di un romanzo, abbastanza breve, di Tahar Ben Jelloun: L'Ablazione.


Scheda tecnica: pubblicato nel 2014 da Bompiani al costo di 15 euro, è l'ultima opera dello scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, famoso in Italia per numerosi libri, tra cui Il razzismo spiegato a mia figlia, L'Islam spiegato ai nostri figli, e molti altri. Il romanzo, 106 pagine (con interlinea abbondante), racconta la storia vera - e drammatica - dell'asportazione della prostata a un uomo di mezza età.

L'argomento del romanzo è sicuramente importante e tocca corde estremamente sensibili e personali.
Il protagonista del racconto, che parla in prima persona, espediente narrativo che consente all'autore di instaurare un dialogo serrato con il lettore, descrive i momenti precedenti e successivi all'operazione. Dall'ultima, focosa e passionale, notte di sesso con una squillo, alla conseguente depressione derivata dalla consapevolezza che una parte del proprio corpo non risponde più adeguatamente. Eppure la vita prosegue, nonostante tutto, e arriva anche l'amore e la speranza che questo possa riportare felicità e luce dove regnano tenebre e dolore.
Il tono del racconto non è mai, in nessun momento, drammatico o patetico. Jelloun ha il pregio di far vibrare le parole e trasmettere le emozioni strazianti e sconvolgenti provate dal protagonista, senza però indugiare mai in pietismi e patetismi. Non ci sono nemmeno messaggi positivi o finali idilliaci.
Si racconta la tragedia di uomo, del tumore alla prostata che deve essere combattuto e dello strazio di vedere perduta la propria virilità. Gli interrogativi che vengono posti - "troverò mai l'amore? per me la felicità esiste ancora?" - non trovano una vera risposta ma volteggiano tra le righe fino alla conclusione delle pagine, lasciando filtrare uno spiraglio di speranza.
Una testimonianza importante, una storia da condividere non solo con chi si trova a dover affrontare la stessa malattia ma anche con le persone che stanno attorno al malato.
Piccola nota critica: la bandella di copertina, a mio avviso, è fuorviante. Sembra quasi che si voglia far credere al lettore che ci sarà l'happy end alla fine del libro (forse per non spaventarlo e indurlo a comprare il libro).

"Ero umiliato dai miei stessi sentimenti. Sconfitto e rimandato al deserto delle mie notti. Una solitudine carica di tristezza. La più profonda delle solitudini. Non parlavo più. Restavo per ore seduto su una poltrona a fissare i disegni sul tappeto. Una voce, però, venne a svegliarmi: attenzione, è così che inizia la depressione. Che la coltivassi fino a sfinirmi era fuori questione. Diedi un colpo di piede al suolo per risalire, come se stessi per annegare. 
Mi alzai e decisi di occuparmi di me."

voto: 3 stelline

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