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lunedì 7 luglio 2014

Cecità

Buonasera book lovers,

come procedono le vostre letture? Per alcuni di voi è già arrivato il tempo della vacanza quindi tempo da dedicare a pomeriggi e serate in compagnia dei nostri amati libri.
Oggi vi propongo una lettura che mi è stata consigliata da un amico e che ho davvero molto apprezzato: Cecità di José Saramago.


Scheda tecnica: pubblicato da Einaudi nel 1996 (ma le edizioni sono parecchie), Cecità è una delle opere più importanti di Saramago, scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, poeta, drammaturgo e critico letterario, scomparso nel 2010. Questo romanzo è l'opera matura di uno scrittore dotato di uno sguardo acuto verso il mondo e di una straordinaria capacità di descriverlo.

Il romanzo, composto di 315 pagine, ambienta la narrazione in una cittadina assolutamente anonima e priva di qualsiasi riferimento specifico. Non sappiamo nulla riguardo al luogo e al momento in cui avvengono i fatti, ma possiamo immaginare una qualsiasi città del nostro tempo, popolata da migliaia di persone, affollata e frenetica. Un giorno come tanti, un uomo fermo a un semaforo urla terrorizzato "Sono cieco!". Si tratta dell'inizio di una serie di misteriose e fulminee manifestazioni del "mal bianco", definito in questo modo perché procura una cecità anomala, improvvisa e caratterizzata da una luce bianca, unica visione con cui i nuovi cieci devono convivere. Il terrore e l'incapacità di comprendere l'origine di questa epidemia inducono il governo a porre in quarantena le persone affette dal mal bianco, ma questo non basterà a bloccare l'infezione.
Rinchiuse in un unico luogo, i peggiori vizi e le cattive inclinazioni degli individui sottoposti al carcere forzato (non a caso sono internati in un manicomio) emergono potenti. La sporcizia con cui iniziano a convivere diventa simbolo del degrado umano a cui sono sottoposti.
In un mondo dove nessuno riesce più ad aprire gli occhi per guardare oltre al bianco che lo circonda, una sola donna mantiene la propria vista: la moglie di un oculista che, per amore del marito, lo segue e lo guida all'interno del manicomio.
Romanzo superbo, che tocca le corde più intime dell'animo umano attraverso immagini e metafore distorte e volutamente forzate. Saramago ci fa toccare con mano, quasi sentire, le bassezze e che può raggiungere l'uomo e le conseguenze, fatali e angoscianti, della perdita di dignità umana, ma emergono, potenti, gli occhi di una donna. Occhi che osservano, occhi che piangono, occhi che amano, occhi che perdonano, occhi che guidano gli altri verso il ritorno alla dignità di uomo.
Libro stupendo, scrittore straordinario, lettura consigliatissima.

"Perché siamo diventati ciechi, Non lo so, forse un giorno si arriverà a conoscerne la ragione, Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

Voto: 5 stelline

domenica 6 luglio 2014

#weekly quotes

#WEEKLY QUOTES


"Fai attenzione alla tua ombra. Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta. È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui. Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo li, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi. Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene. Mai. Quest’uomo è la tua ombra. È con te da quando sei nato. Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita."


Giorgio Faletti
 Fuori da un evidente destino


sabato 28 giugno 2014

Aggiornamenti

Buongiorno cari amanti della lettura,

ci saranno dei piccoli cambiamenti all'interno del blog.
Oltre alla sezioni dedicate alle Recensioni dei libri, alle news relative agli Eventi cultural-letterari e al Circolo di lettura a cadenza mensile, ci saranno - per ora - due novità.
La prima riguarda una nuova sezione a cadenza settimanale: #citazione. Una volta a settimana posterò un brano tratto da una lettura in corso, o passata, o futura.
La seconda novità sarà dedicata al mondo dei Piccoli editori: una volta al mese andremo a scoprire i cataloghi, magari chiacchierando con i direttori editoriali, di questa importante porzione della produzione libraria italiana.
Intanto vi saluto e vi auguro buone letture!
A presto!


Piccoli editori

Questa sezione è ancora in fase di costruzione.
Il progetto consiste nell'incontrare e conoscere, una volta al mese, la realtà di una piccola casa editrice che opera sul territorio italiano.
L'obiettivo è quello di permettere anche a questa piccola fetta di editoria, piccola non per importanza ma per numeri, di far vedere a tutti gli amanti dei libri che è dotata di una vitalità e un interesse notevole.
Curiosando nei loro stand durante i saloni del libro a cui partecipano, capita spesso di incontrare qualche tesoro nascosto che merita di venire alla luce.
A presto con nuove letture!

venerdì 27 giugno 2014

Terre selvagge: Campi Raudii

Buonasera book lovers,

oggi parliamo di una mia nuova lettura che merita una recensione: Terre selvagge, ultima opera di Sebastiano Vassalli, autore molto conosciuto e apprezzato.


Scheda tecnica: pubblicato da Rizzoli nel 2014, al prezzo di 18 euro, descrive, in 297 pagine, la straordinaria (per numero di uomini e di vittime e per il valore storico dell'evento) battaglia combattuta ai Campi Raudii, presso il Piemonte, tra l'esercito romano guidato dall'homo novus Caio Mario e lo schieramento dei barbari Cimbri, arrivati dalla Danimarca per conquistare il mondo intero. Siamo nell'anno 101 a.C, a Roma vige la repubblica e gli scontri tra uomini nuovi e vecchi aristocratici, come Lutazio Catulo e Silla, costellano la variegata politica dell'Urbe. Ma la minaccia dei Cimbri induce il senato ad affidare a Caio Mario la salvezza dell'intero impero.

Una lettura sicuramente piacevole. Estremamente interessante il soggetto del libro, la decisione di affrontare da un punto di vista storico e documentario un evento poco conosciuto e spesso taciuto. Vassalli procede in modo rigoroso e meticoloso, non trascurando di contestualizzare la vicenda, di elencare fonti e autori antichi, problematizza la questione e descrive in modo scrupoloso e attento le popolazioni coinvolte: non solo i Romani e i Cimbri ma anche i Galli, che all'epoca abitavano quella porzione di pianura corrispondente all'odierno Piemonte.
Assolutamente pregevole lo sforzo di Vassalli di divulgare informazioni e dati che attestano, anzi confermano, la presenza di un passato molteplice e variegato attorno all'area della pianura padana.
Evidente l'amore per questa terra e per la sua storia da parte dello scrittore.
Alcuni dubbi riguardano alla resa e al modo attraverso cui la vicenda è stata trasmessa. L'autore introduce alcuni protagonisti che seguono parte delle complicate trame attorno cui si è sviluppata la battaglia, cercando di proporre personaggi dotati di individualità e spessore psicologico, però non segue in maniera uniforme questa impostazione. Spesso ci sono momenti in cui interviene per interrompere la narrazione e inserire inserti descrittivi ed esplicativi in relazioni a fatti e dati. Questi interventi, pur pregevoli e dall'ottimo valore filologico, spezzano la narrazione. Non si tratta quindi di un romanzo vero e proprio, ma nemmeno di un saggio divulgativo. Questo libro si pone a metà strada tra i due generi, e l'effetto non sempre riesce.
Inoltre alcuni refusi e alcune scelte grammaticali (l'abuso dei due punti) rendono a volte non del tutto piacevole la lettura.
Un libro che, comunque, per il suo alto valore educativo, andrebbe letto, e consigliato ai ragazzi.

"La pianura del Po è una lavagna su cui sono state scritte infinite storie che poi il tempo si è incaricato di cancellare per scriverne delle altre; e così deve anche essere successo con la madre di tutte le storie, cioè questa."

Voto: 2,5 stelline

sabato 21 giugno 2014

La vita non è in ordine alfabetico

Buonasera lettori,

vi ricordo che stasera ci sarà in tutta Italia la manifestazione Letti di notte, un'occasione davvero unica per festeggiare l'inizio dell'estate in una notte bianca delle librerie italiane.
Per una breve, ma piacevole, lettura serale o domenicale vi propongo: La vita non è in ordine alfabetico di Andrea Bajani.


Scheda tecnica: pubblicato da Einaudi al costo di 12.50 euro nel 2014, è un grazioso volume opera di un giovane ma ormai affermato scrittore Andrea Bajani, classe 1975, che utilizza le lettere dell'alfabeto italiano per giocare, nelle 129 pagine del libro, con le parole e le immagini.

Un libro di racconti, di fatto, quello che Bajani propone ai suoi lettori. Racconti cadenzati dal susseguirsi delle lettere dell'alfabeto, che introducono un tema attorno cui ruota la descrizione: lavaggi, nudità, porte, sigaretta, volpe, amore, fessure, habitat... e così via, ripercorrendo le lettere che creano le parole di cui ci nutriamo.
Ogni lettera, ogni parola, regala uno scorcio, una visione delicata sull'umanità e sui personaggi che ne popolano l'esistenza.
Intenso, divertente, sottile lo stile dell'autore, che è dotato di un buono spirito di osservazione che lo spinge a focalizzare il suo sguardo, come lo zoom di una macchina di presa, su un dettaglio minimo, un particolare, un'emozione, un gesto della vita di una persona. E questo dettaglio viene attentamente scandagliato per restituirci un'idea, seppur vaga, di quello che l'essere vivente che abbiamo di fronte ha provato e prova in quell'istante.
Non ci sono morali, non ci sono buonismi.
Semplicemente la vita, e uno sguardo attento ed empatico.

"Abbiamo solo ventuno lettere, ha detto il maestro. Con quelle dovremo fare tutto: ridere, piangere, consolare, amare, contraddirci. Dire quando siamo felici, non far capire quando non lo siamo più, ingoiare una parola che potrebbe ferire, tenercene una tra le mani come una cosa fragilissima e preziosa."

Voto: 3 stelline



martedì 17 giugno 2014

E così vuoi ancora lavorare nell'editoria

Buonasera amici lettori,

oggi propongo una lettura adatta a chi si interessa al mondo dell'editoria oppure vorrebbe diventare uno scrittore e non sa come comportarsi: E così vuoi ancora lavorare nell'editoria. I dolori di un giovane editor di Alessandra Selmi.


Scheda tecnica: pubblicato da Editrice Bibliografica nel 2014 al prezzo di 9,90 euro, è prima opera da scrittrice di Alessandra Selmi, giovane editor della casa editrice Bietti e collaboratrice editoriale con altre redazioni e testate.

Libro molto veloce, che narra, in solo un centinaio di pagine, le tragicomiche vicende della vita di un editor che deve gestire la lettura di circa quindici libri in un mese e i delicatissimi rapporti che gli scrittori instaurano con le case editrici, prima nel tentativo di farsi pubblicare la propria opera e poi in fase di editing e revisione.
Alessandra Selmi affronta con grandissima ironia e umorismo le divertenti situazioni che deve gestire e a cui deve opporre una strenua resistenza: dall'assalto di aspiranti scrittori che tentano in ogni modo di attirare l'attenzione e ottenere la pubblicazione, ai capricci e ansie di chi sta per essere, finalmente, pubblicato ma deve prima essere revisionato.
Lo stile della scrittrice è pungente, ironico, sarcastico e brillante. L'amore, profondo, per il lavoro di editor e la totale dedizione alle opere degli scrittori traspare evidente da questo libricino, che può essere considerato anche un simpatico vademecum per gli aspiranti artisti e un monito riguardo a tutti gli errori da non fare se si vuol essere presi in considerazione, senza essere osservati come soggetti da evitare.

"Si svolgono molte professioni per caso, ma non si diventa editor per sbaglio. E' una cosa che uno si va a cercare. Affronta un certo corso di studi, si specializza in certe discipline, fa determinati stage. Lo vuole, lo vuole con tutto se stesso.
Il motivo? Se chiedi a un editor di tornare indietro con la memoria alle origini e di ripensare al perché è entrato in questo tunnel, molto probabilmente ti risponderà "l'amore per la lettura". Di certo non per la prospettiva di guadagno. La passione per la lettura. Abbiamo cominciato tutti così, come lettori entustiasti, onnivori, famelici, bumolici."

Voto: 3 stelline