mentre a Torino c'è fermento al Salone del Libro, grandissima fiera dedicata al libro e all'editoria, noi ci dedichiamo alle buone letture: Dieci dicembre di George Saunders.
Definito dal New York Times Magazine "il più bel libro dell'anno", ha ricevuto recensioni entusiaste da parte di critici e giornalisti.
Scheda tecnica: pubblicato da minimum fax nell'ottobre 2013 al prezzo di 15 euro, Dieci dicembre racchiude una raccolta di dieci racconti diversi gli uni dagli altri, accomunati tutti dallo stile surreale di Saunders. Le vicende spaziano da descrizioni di improbabili donne moldave appese ai fili come decorazione per i giardini alle reazioni di un veterano di guerra al ritorno dal fronte, dalle storie di detenuti utilizzati per sperimentare gli effetti di alcuni farmaci al tentativo di suicidio di un anziano signore che scopre di essere malato.
Emerge, potentemente, la forza stilistica di questo scrittore, che tratteggia racconti che si caratterizzano per la grande forza espressiva e surreale e dall'altra per il crudo realismo attraverso cui vengono proposti alcuni personaggi.
I dieci racconti permettono di cogliere sfumature e stili espressivi diversi: da una parte estremo surrealismo e sperimentazione di mezzi espressivi meno abituali, in particolare nel racconto Le ragazze Semplica dove la storia è affidata alle parole del protagonista che trascrive su un diario, con uno stile telegrafico, le assurde vicende di cui è stato testimone. Dall'altra una notevole dose di realismo, mai banalizzante mai buonista, nel ritrarre tragedie o squallori quotidiani.
Questa ritengo essere la forza del libro e dell'autore, che dimostra di essere senza dubbio una voce originale e interessante, assolutamente non banale.
Certamente però, questo non può essere considerato il libro dell'anno. Un buon libro, certo, un'ottima prova di scrittura, senza dubbio. Manca, però, la profondità e l'intensità nel ritrarre i personaggi e la vita, che rendono questa raccolta di racconti un ottimo esempio di come la scrittura possa sperimentare e giocare con se stessa ma senza trasmettere un definito messaggio da parte dello scrittore, che merita comunque grande ammirazione.
"Appena sposati litigavano sempre. Se ne dicevano di cotte e di crude. A volte, dopo, piangevano. A letto? E poi si... Molly premeva il viso umido e accaldato contro il suo viso umido e accaldato. Si chiedevano scusa, lo dicevano coi loro corpi, si riaccettavano a vicenda, e quella sensazione, la sensazione di essere riaccettato per l'ennesima volta, la sensazione dell'affetto dell'altro che cresceva e abbracciava qualunque tuo nuovo difetto si fosse appena manifestato, era la cosa più profonda, più preziosa che avesse mai..."
Voto: 3 stelline

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