Buonasera cari lettori,
oggi dedico questo post a un libro recentemente acquistato che merita di essere notato - e anche un pochino criticato -. Il libro in questione è: L'anno di vento e sabbia di Roberto Delogu. Libro trovato tra gli scaffali di una libreria speciale, ricca di chicche letterarie e novità interessanti.
La copertina e la bandella mi avevano incuriosita assai...
Scheda tecnica: edito dalle edizioni Hacca nel 2013 al costo di 14 euro, il romanzo si snoda per 157 pagine e incentra la trama intorno alle vicende di un ragazzino undicenne che, nel 1981, sperimenta il dolore della separazione dei genitori e vive per un intero anno, insieme al padre, in una cabina su una spiaggia della Sardegna. La vita del protagonista si intreccia allora con personaggi stravaganti e con minacciose notizie di cronaca che provengono dal Continente...
La trama del romanzo tenta di raccontare una storia dove elementi quotidiani e famigliari si intrecciano con eventi di rilevanza storica - il fenomeno delle Brigate Rosse negli anni Ottanta - mirando a rendere credibile la materia narrata. Lo scrittore non sempre riesce a dare spessore a quanto narra. Pur essendo dotato di una buona capacità descrittiva e inserendo, all'interno del romanzo, alcuni slanci poetici molto ben riusciti, Delogu non appare, talvolta, sufficientemente consapevole dell'intreccio con cui ha a che fare.
Il libro è comunque piacevole, la lettura è gradevole e non particolarmente impegnativa.
Il protagonista, Gigi, descrive il suo anno "di vento e sabbia" trascorso con il padre, professore di latino e greco disperato per la perdita della moglie, con termini non drammatici ma con tonalità malinconiche e romanticamente evocative di un periodo importante di transizione.
Sullo sfondo degli attentati brigatisti e delle conseguenti repressioni della polizia, le complesse vicende sentimentali del padre di Gigi, fondamentalmente un debole ma dal cuore enorme, e della madre, un'artista fallita e viziata in cerca di emozioni sul Continente, costituiscono il nerbo della narrazione.
Oltre alla famiglia di Gigi, altri personaggi vengono introdotti dallo scrittore e inseriscono note di colore e vivacità alla narrazione: sono i classici - più o meno - avventori di un bar, capeggiati dal proprietario, sorta di analista e confessore, che riproducono momenti di vita pulsante e palpitante dell'isola.
Una lettura gradevole, che delude un pochino le aspettative che copertina e bandella avevano creato, ma che, nel complesso, è promossa.
"..ma c'è anche un vento silenzioso, magnetica, che attrae. Forse è sempre lo stesso che, così come allontana le cose più leggere, ti spinge verso quelle più pesanti. E tu non lo senti, perchè quando vai con lui, quando ti lasci trasportare, non ti trapassa i capelli scarmigliandoli, nè ti gonfia i vestiti e neanche ti rinfresca seccandoti, alla lunga, la pelle. Se non ti accorgi del paesaggio che ti scorre attorno diresti che non c'è, che sei fermo."
Voto: 2 stelline
Buone letture!

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